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Quali sono gli approcci intensivi più utilizzati nella disprassia verbale?
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Quali sono gli approcci intensivi più utilizzati nella disprassia verbale?

📅 01 Giugno 2026 alle 16:45 ⏱️ 3 min di lettura ✍️ Roberta Tartaglia

La disprassia verbale è un disturbo che rende difficile programmare i movimenti necessari per parlare. Le evidenze scientifiche mostrano che interventi precoci e intensivi, basati sull'apprendimento motorio, possono migliorare significativamente la comunicazione. Approcci come PROMPT, DTTC e ReST aiutano il bambino a sviluppare schemi motori più efficaci per la produzione del linguaggio.


Quali sono gli approcci intensivi più utilizzati nella disprassia verbale?

Negli ultimi anni la ricerca scientifica si è concentrata sempre più sugli approcci motori per la disprassia verbale infantile, poiché le difficoltà principali riguardano la pianificazione e la programmazione dei movimenti necessari alla produzione del linguaggio. Sebbene ogni percorso debba essere personalizzato, alcuni trattamenti hanno ricevuto particolare attenzione per il loro razionale teorico e per le evidenze disponibili.
Uno degli approcci più conosciuti è il metodo PROMPT (Prompts for Restructuring Oral Muscular Phonetic Targets). In questo modello il logopedista utilizza specifici input tattili e propriocettivi sul volto del bambino per facilitare la corretta organizzazione dei movimenti articolatori. L'obiettivo è fornire al sistema motorio informazioni aggiuntive sulla posizione e sul movimento delle strutture coinvolte nella produzione della parola, favorendo l'acquisizione di schemi motori più stabili ed efficienti. Studi clinici suggeriscono che questo approccio possa contribuire al miglioramento dell'intelligibilità e del controllo motorio del linguaggio nei bambini con disprassia verbale. (PMC)
Un altro trattamento ampiamente studiato è il DTTC (Dynamic Temporal and Tactile Cueing), sviluppato da Edythe Strand presso la Mayo Clinic. Si tratta di un approccio pensato soprattutto per bambini con forme severe di disprassia verbale. Durante la terapia il clinico guida il bambino attraverso una gerarchia progressiva di supporti: inizialmente parola e movimento vengono prodotti insieme al terapeuta, per poi ridurre gradualmente gli aiuti fino alla produzione autonoma. Il principio fondamentale è quello dell'apprendimento motorio intensivo, attraverso numerose ripetizioni di parole funzionali e significative per il bambino. La letteratura descrive il DTTC come uno degli approcci con il più solido supporto scientifico per i bambini con disprassia verbale severa, soprattutto quando viene erogato con frequenza elevata e con un alto numero di prove per seduta. 
Tra gli interventi più recenti e supportati dalle evidenze troviamo anche il ReST (Rapid Syllable Transition Treatment). Questo approccio si concentra in particolare sulla capacità di passare rapidamente e accuratamente da una sillaba all'altra e sul controllo della prosodia, cioè del ritmo e dell'accentazione della parola. Una caratteristica distintiva del ReST è l'utilizzo di pseudoparole, parole inventate ma costruite secondo le regole fonologiche della lingua. Attraverso queste sequenze il bambino esercita nuovi schemi motori senza essere influenzato da produzioni errate già automatizzate. Gli studi mostrano che il trattamento può favorire non solo il miglioramento delle parole allenate, ma anche la generalizzazione ad altre parole non esercitate direttamente. 
Nonostante le differenze metodologiche, PROMPT, DTTC e ReST condividono alcuni elementi fondamentali. Tutti si basano sui principi dell'apprendimento motorio, prevedono una pratica intensiva e altamente strutturata, richiedono numerose ripetizioni durante la seduta e pongono grande attenzione alla precisione del movimento articolatorio. In questi modelli la terapia viene considerata un vero e proprio allenamento del sistema motorio del linguaggio, nel quale il cervello costruisce progressivamente nuove connessioni attraverso la pratica guidata e ripetuta. 
Per questo motivo il concetto di intensità non coincide semplicemente con un maggior numero di incontri settimanali. Un intervento intensivo è caratterizzato da alta frequenza, elevato numero di tentativi corretti durante ogni seduta, obiettivi specifici e monitoraggio continuo dei progressi. Le evidenze suggeriscono che questo tipo di organizzazione terapeutica favorisca maggiormente l'apprendimento motorio rispetto a trattamenti più sporadici o caratterizzati da un numero ridotto di esercitazioni. 

Questo contenuto è firmato da Roberta Tartaglia

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Chi ha creato questo contenuto

Roberta Tartaglia

logopedista età evolutiva

Milano, Lombardia

Il nostro studio è un'associazione di più figure professionali specializzate nell' ambito dell'autismo e delle neurodivergenze in età evolutiva ed adolescenziale.

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